Sono in pochissimi a sapere che Colmirano è il soggetto di una serie di dipinti realizzati alla fine degli anni Venti da Aurél Emőd, uno dei più affermati allievi del grande pittore ungherese János Vaszary.
Aurél Sándor Engelmann (poi Emőd) nacque il 13 ottobre 1897 a Budapest, Ungheria, da József Engelmann e Éva Margit Szentes.
Nel 1898 la famiglia cambiò il cognome Engelmann in Emőd e l'artista si firmò sempre come Aurél Emőd. Il cambio del cognome ebbe motivazioni di carattere politico-sociale e culturale e si inscrisse nel fenomeno della "magiarizzazione" dell’Ungheria. Il termine indica il periodo in cui, verso la fine dell'Ottocento, sotto l'Impero Austro-Ungarico, il governo di Budapest promosse un'intensa campagna che incoraggiava le famiglie con cognomi di origine germanica, slava o ebraica a sostituirli con nomi tipicamente ungheresi. Questo pressante invito al patriottismo divenne quasi obbligatorio per chi lavorava nell'amministrazione pubblica, come il padre del pittore, funzionario e amministratore del IX distretto di Budapest.
La scelta del cognome Emőd non fu casuale. Emőd, infatti, è un antichissimo nome proprio maschile ungherese, risalente all'epoca medievale delle tribù magiare, derivato da radici ugro-finniche. Scegliere questo cognome significava legare la famiglia alle radici storiche più pure della nazione ungherese.
Aurél Sándor si iscrisse all'Accademia delle Belle Arti di Budapest nel 1918 e studiò sotto la guida del grande maestro ungherese János Vaszary, divenendo in seguito suo assistente nell'insegnamento. Nel 1925 iniziò ad esporre le sue opere con successo crescente, vincendo il Premio Nemes Marcell.
A Venezia e a Colmirano
Nel corso della sua carriera artistica, Aurél Emőd compì numerosi viaggi di studio che lo portarono a visitare l'Italia, la Francia, la Germania e gli Stati Uniti. In quel periodo storico, l'Italia esercitava un'attrazione magnetica sugli artisti ungheresi. Molti di loro venivano inviati a studiare e lavorare nel nostro paese, grazie alle borse di studio concesse dall'Accademia d'Ungheria a Roma.
Nel 1928 Emőd partecipò alla XVI Biennale d'Arte di Venezia nel Padiglione dell'Ungheria, una vetrina prestigiosa gestita da importanti critici e storici dell'arte dell'epoca la cui organizzazione fu affidata a János Vaszary in persona. Alla ricerca di originalità, Vaszary impresse al padiglione ungherese della Biennale una forte impronta legata alle avanguardie francesi del post-impressionismo e del fauvisme. Aurél Emőd si propose come uno dei prosecutori della linea stilistica aperta da maestri francesi come Albert Marquet. La Biennale di Venezia del 1928 fu un momento di grande visibilità per Emőd, che poi espose a Milano, trovando largo spazio e nel vivace circuito delle gallerie milanesi.
In occasione della partecipazione alla Biennale di Venezia, Aurél Emőd ebbe modo di visitare l’area pedemontana del Veneto. Oltre alle grandi città d'arte, Emőd amava viaggiare nella provincia italiana alla ricerca di paesaggi rurali e scorci pittoreschi per immortalare la quiete della campagna veneta ai piedi delle Prealpi. Durante il suo soggiorno nel territorio trevigiano e bellunese, Emőd rimase affascinato dalla Conca di Alano, dove soggiornò per un breve periodo e dipinse alcuni quadri in stile post-impressionista, uno dei quali intitolato proprio “Colmirano”.
La carriera artistica
Dopo le esperienze a Venezia e in Veneto, Emőd partecipò alla mostra The Art Of Modern Hungary nel 1931 e in numerose altre mostre.
Nel 1933 espose le sue opere a Roma al Salon of Fine Arts Exhibitions e tra il 1933 e il 1935 fu membro dell’Accademia Ungherese di Roma, intorno alla quale si formò il cosiddetto “gruppo romano” di pittori ungheresi. A Roma ebbe un notevole successo commerciale e molti collezionisti privati acquistarono le sue opere.
L'opera di Aurél Emőd fu influenzata dall'impronta artistica avuta da Vaszary ma anche da molte correnti del Novecento europeo, dall’espressionismo al cubismo. L'artista elaborò un proprio stile unico e riconoscibile, sul cui sviluppo ebbe influenza decisiva il Novecento italiano. Sotto le impressioni romane, Emod si mosse verso il realismo stilizzato, impronta che si ritrova soprattutto nei suoi paesaggi. A livello stilistico si distinse per le atmosfere sofisticate e una grande sensibilità per la figura e le scene d'interno.
Aurél Emőd lavorò come insegnante d'arte a Budapest. Aderì all'Associazione dei Nuovi Artisti (UME) e ne fu Segretario per molti anni. Morì a Budapest il 21 dicembre 1958.